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Commento
agli Analytica
Priora di Aristotele
- Cod.
Conv. J I 35 - Biblioteca Nazionale di Firenze
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Filosofo. Cingoli, fine XII
- inizi XIII sec
Intorno al 1290 ricevette la sua
prima formazione culturale a Parigi. Fu allievo di Giovanni Vate e seguì
le lezioni di medicina di Taddeo di Alderotto di Firenze. A partire dal
1295 insegnò logica alla facoltà delle Arti dell’università di
Bologna fino a circa il 1318 anno in cui insegnava Taddeo da Parma,
allievo di Gentile. A Bologna fu uno degli iniziatori degli studi
aristotelici in Italia.
Molto importanti sono le sue
ricerche logico-grammaticali, che non precludono indagini su questioni
scientifiche e particolarmente interessanti i primi studi anatomici
anche se ancora sotto l’influsso della magia. E’ già possibile
trovare, nelle sue ricerche e nei suoi Commenti, alcuni aspetti
che caratterizzeranno il pensiero filosofico-scientifico del
Rinascimento.
Gli scritti di Gentile trovati
dal Grabmann (1) sono:
il Commento all’Isagoge
di Porfirio, il Commento alle Categorie
di Aristotele, il Commento al Perihermeneias
di Aristotele, il Commento agli Analytica
Priora di Aristotele, il Commento al Tractatus
de modis significandi di Martino di Dacia, il Prologo al Commento
al Tractatus de modis significandi di Martino di Dacia,
la Quaestio: Utrum species
sensibilis vel intelligibilis habeat virtutem alterandi corpus ad
caliditatem vel frigiditatem, il Reportatum del Commento
del Maestro Johannes de Vate sullo scritto aristotelico De
generatione animalium (2).
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